Gelate primaverili in vigna. Che fare?

Intervenire post gelata per contenere i danni e aiutare la ripresa delle viti per la stagione successiva: questa la risposta di Uva Sapiens.

GELATE PRIMAVERILI IN VIGNA. CHE FARE?

Intervenire post gelata per contenere i danni e aiutare la ripresa delle viti per la stagione successiva: questa la risposta di UVA SAPIENS.

Un esempio di azione e i risultati ottenuti.

Nelle ultime due settimane del mese di aprile alcune notti hanno segnato profondamente la stagione viticola italiana ed europea. La temperatura è scesa sotto zero di alcuni (a volte svariati) gradi e purtroppo le viti, con già in avanzata fase di germogliamento, hanno subito le conseguenze di questo abbassamento termico. Fino allo scorso anno le gelate tardive erano un evento meteorologico poco frequente, rappresentando pur sempre una “spada di Damocle” pendente sui vigneti dei viticoltori italiani. Molte aziende vitivinicole del Centro e Nord Italia da quella data hanno dovuto fare i conti con perdite di produzione a volte di entità pesantissima.

In queste circostanze che fare? È possibile contenere i danni in qualche modo? E soprattutto, persi i frutti della stagione in corso, come salvaguardare il proprio patrimonio viticolo per poter riprendere la produzione l’anno successivo?

UVA SAPIENS, società di consulenza  vitivinicola ed  enologica, che opera in Italia e in vari paesi stranieri, nelle settimane successive alle gelate ha messo in opera una serie di interventi presso le vigne dei  propri clienti e ha ottenuto risultati incoraggianti. 

Roberto Merlo, uno dei quattro professionisti fondatori del team, che si dedica in particolare allo sviluppo viticolo ci riassume un esempio di intervento : “In accordo con il nostro cliente, pochi giorni dopo l’evento meteo, abbiamo attuato un’azione decisa su un vigneto adulto (circa 15 anni di età) molto colpito dalla gelata, posizionato nella fascia pedemontana dell’alto trevigiano. Gli interventi hanno seguito tre modalità diverse che sono state messe in pratica secondo un piano sperimentale che potesse dimostrare statisticamente l’efficacia delle tecniche utilizzate. I risultati sono incoraggianti: nel giro di dieci giorni dall’intervento le viti trattate hanno risposto con la crescita delle femminelle dai germogli cimati. Sarà necessario attendere fino al periodo successivo alla vendemmia monitorando il comportamento dei tralci, e quindi intervenire in maniera attenta in fase di potatura; le speranze di avere piante sane e produttive per il 2018 sono comunque concrete”.


Questo la descrizione dell’intervento effettuato da UVA SAPIENS.
Il vigneto è composto da filari di varietà glera allevati a doppio capovolto, sui quali i danni hanno avuto incidenza variabile, da elevata (germogli “bruciati” su punte e grappolo compreso) a media (“bruciature” limitate alle punte).  


Da tutte le viti sono state asportate le parti necrotiche lasciando uno sperone verde di circa 10/15 cm.

In entrambe le zone si è poi operato secondo queste tre modalità:
a) spollonatura del fusto, nessun intervento su speroni e capi frutto;


b) spollonatura del fusto, cimatura dei soli germogli presenti sugli speroni;


c) spollonatura del fusto, cimatura di tutti i germogli;

 

Le tre modalità sono state ripetute per dodici volte nelle due zone, così da avere indicazioni valide a livello sperimentale per valutare quale sia la modalità più efficace.


Le piante hanno risposto in maniera diversa: i filari colpiti da un danno totale hanno dato solo deboli segni di ripresa, quelli nei quali il danno è stato medio hanno invece reagito avviando la crescita delle femminelle dai germogli cimati; e questo è avvenuto già entro i primi dieci giorni dall’intervento.


Il germogliamento è proseguito, e oggi, in fase di fioritura avanzata, la situazione registrata è ancora più positiva (40 giorni dopo). 


In conclusione, e come dimostrano le immagini (vd. allegati), intervenire su un vigneto adulto subito dopo la gelata non solo è possibile ma si dimostra lungimirante, perché aiutare le singole piante a riprendersi significa limitare la perdita di produttività del vigneto al solo anno dell’infausto evento meteorologico. Va poi sottolineata l’importanza di non fermarsi all’azione immediata, ma di completare l’intervento con una potatura attenta e curata in autunno, per ottimizzare l’investimento effettuato in termini di energie e risorse.